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Bertolucci: il cinema italiano non è libero

Bertolucci: il cinema italiano non è libero
(fonte: Il Nuovo

Il regista, da Parigi, parla delle difficoltà che incontrerebbe se tornasse a lavorare in Italia: "Avrei voluto girare la terza parte di Novecento, ma la situazione politica attuale non me lo permette".

PARIGI - Dopo Moretti , nuovo attacco alla politica italiana di un altro illustre regista. ''Avrei voluto tornare in Italia a girare la terza parte di '900 - ha dichiarato Bernardo Bertolucci a Le Monde - ma la situazione politica italiana attuale non lo permette''. Durante una pausa sul set di The Dreamers , dedicato ai giovani del 'maggio francese', il regista ha parlato delle sue difficoltà a lavorare in Italia.

''Dopo aver girato in Cina, nel Sahara e in Nepal - ha detto - avrei voluto rientrare in Italia per completare '900. La seconda parte terminava il 25 aprile 1945 e avrei voluto proseguire la storia fino alla fine del secolo. Ma mi sono reso conto che le prime due parti di '900 erano state girate in un momento di grazia della storia politica italiana. Berliguer dirigeva il Pci e si apprestava a concludere il compromesso storico con Moro. Nel 1998 la situazione è molto cambiata. Ho deciso allora di fare un film sul '68, dato che i giovani non ne sanno niente''.

Secondo Bertolucci ''oggi il mercato ha interesse a censurare il passato. Certamente i militanti antiglobalizzazione ogni tanto riescono a mobilitare molte persone, ma sono isolati. 'Ho fatto un incubo che il Grande Comunicatore cominci ad essere accettato nel resto d'Europa, e che la cecità che ha colpito l'Italia davanti a Berlusconi raggiunga altri paesi''.

(21 agosto 2002, ore 18.33)

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