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Visualizzazione dei post da Giugno, 2003

Un'istituzione di garanzia

Il ruolo del Corriere, un saluto ai lettori
di FERRUCCIO DE BORTOLI

Un giornale di grande prestigio e tradizione cambia guida ma rimane sempre se stesso. In particolare il Corriere che è una delle pochissime istituzioni di garanzia di questo Paese. Da domani lo firmerà Stefano Folli, collega di grande valore, accolto dalla redazione con un larghissimo voto di fiducia. La scelta personale di chi scrive ha suscitato interpretazioni esagerate, a destra e a sinistra. Ricordo che nella sinistra al potere c’era chi voleva farmi condannare dall’Ordine dei giornalisti (e per un voto non ci riuscì) oltre a trascinarmi in tribunale, come avrebbe fatto poi la destra negli anni successivi, ultimi gli avvocati del premier (che spero, ora, non si ritirino). Questo per dire che un quotidiano indipendente, impegnato a ragionare sui fatti senza le lenti dell’ideologia o delle appartenenze, dà fastidio sempre. Una novità di rilievo nel mondo della comunicazione è poi inevitabilmente oggetto di discussio…

Dentro Matrix nel deserto dell'irreale

(fonte: www.ilmanifesto.it)

Come sfuggire alle trappole della lettura filosofica dei film dei fratelli Wachowski. I due episodi di Matrix sono la rappresentazione dei conflitti del presente e parlano alla sinistra. Esercitare «resistenze» locali, ribellarsi apertamente o allearsi con il capitale illuminato della rete?
Input e output Mentre la prima parte era dominata dalla spinta a uscire da Matrix, la seconda chiarisce che la battaglia deve essere vinta all'interno
SLAVOJ ZIZEK
C'è qualcosa di intrinsecamente stupido e ingenuo nel prendere sul serio le basi «filosofiche» della serie Matrix e nel discuterne le implicazioni: i fratelli Wachowski ovviamente non sono dei filosofi, ma solo due persone che flirtano superficialmente con alcune nozioni «postmoderne» e New Age sfruttandole in modo confuso. Matrix è uno di quei film che funzionano come una sorta di test di Rorschach, mettendo in moto il processo del riconoscimento universalizzato, come il proverbiale dipinto di Dio che …
Iraq. Wolfowitz: armi di distruzione di massa sono giustificazione "burocratica" della guerra
Fonte: Rai News24 - http://www.rainews24.rai.it/Notizia.asp?NewsID=37604
Wolfowitz: "Era la sola ragione sulla quale tutti potevano essere d'accordo"

Washington, 29 maggio 2003 - L'amministrazione Bush ha deciso per "motivi di burocrazia" di giustificare una guerra in Iraq mettendo in evidenza la minaccia rappresentata dalle armi di distruzione di massa. Ma questa non è stata la ragione principale del conflitto.

Lo ha ammesso il vice segretario americano alla Difesa Paul Wolfowitz in un'intervista alla rivista Vanity Fair.

Gli Stati Uniti volevano la guerra per rovesciare Saddam Hussein, ha riconosciuto Wolfowitz, e "per motivi di burocrazia, ci siamo messi d'accordo sulla questione delle armi di distruzione di massa poichè era la sola ragione sulla quale tutti potevano essere d'accordo".

E in Gran Bretagna il governo è in difficoltà pe…


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